A PROPOSITO DEL PANETTONE…

Sin dall’antichità, il pane è sempre stato un alimento fondamentale per l’uomo ed è stato alla base dell’alimentazione di tutte le civiltà, in pressoché tutto il mondo.

Le ragioni di un tale successo consistono nel fatto che il pane, da sempre, può essere prodotto utilizzando elementi di base molto semplici da reperire e lavorare.

In Italia esistono numerose varietà di tipi di pane, dalla “michetta” milanese, al pane mantovano, quello ferrarese, pugliese che vengono messi in tavola ogni giorno per accompagnare le principali pietanze.

Ma c’è anche un particolare tipo di pane che viene utilizzato per concludere un pranzo speciale: il Panettone, il tipico dolce milanese che non manca mai sulle tavole lombarde, e non solo, il giorno di Natale.

 Tuttavia, anche se Ludovico il Moro poté constatarne la bontà già nel XV secolo, il Panettone si diffuse assai lentamente, tanto che bisogna attendere addirittura il secondo dopoguerra (in pratica il 1950) perché esso si diffonda capillarmente in tutta Italia, anche se presso un numero ristretto di persone, come ci racconta Luigi, un anziano ottantenne di Inveruno (MI) che abbiamo intervistato.

 “Quando avevo dodici anni” così inizia a spiegarci Luigi “ nel secondo dopoguerra, il Panettone era un sogno! Era presente solo sulla tavola di un limitato numero di persone che potevano permettersi di acquistarlo. Non era nemmeno possibile provare a cucinarlo in casa, per l’elevato costo degli ingredienti necessari e per la necessità di avere un forno idoneo. Potevamo permetterci solo il “Pan Tranvai”, il Panettone dei poveri. Veniva preparato con farina di frumento, uvetta messa a bagno, zibibbo e acqua. Il risultato era una pagnotta a forma di bastone, lunga due spanne, larga una e alta tre quarti di spanna”.

Di fronte alla nostra incredulità Luigi prosegue così: “Sessant’anni fa era veramente un lusso riuscire a mangiare un po’ di pane e qualche pezzo di carne per Natale. Oggi appare normale consumar quotidianamente pasta, riso, carne e pesce. Per noi era fondamentale almeno riuscire a sgranocchiare un pezzo di pane. Poi però c’è stato il cosiddetto ‘boom economico’, sono cominciati a girare più soldi, il tenore di vita è pian piano migliorato e quindi abbiamo potuto finalmente permetterci tante cose e insieme a queste il panettone”.

Il nostro intervistato ci racconta poi, con nostalgia, il fatto che intorno agli anni settanta moltissimi fornai e pasticcieri producevano artigianalmente il panettone secondo la ricetta tradizionale, mentre ormai al giorno d’oggi il panettone è quasi esclusivamente prodotto industrialmente da grandi ditte in tutta Italia e sono rimasti assai pochi gli artigiani che lo producono e lo vendono in proprio.

Oggi il Panettone è il dolce sinonimo del Natale, presente su tutte le tavole, anche se contrastato dall’altro dolce natalizio, caro alla tradizione veneta, che è il Pandoro di Verona e in misura minore dal Pandolce ligure. Dal 2005 il Panettone è tutelato da un disciplinare, che ne specifica gli ingredienti per poter essere venduto come tale.

Possiamo concludere affermando che il Panettone ha ormai varcato i confini dell’Italia ed è conosciuto e apprezzato in numerose aree del mondo.

Di Anna Soliani e Elisa Volante

Classe 3°C

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