“Il pane è il segno più evidente dell’amore di Dio”

Dal 18 al 20 Marzo ci siamo recati in viaggio d’istruzione a Roma, la stupenda capitale del nostro Paese.

Siamo rimasti tutti affascinati dalle numerose opere d’arte e anche dal carisma e dall’ospitalità delle persone locali.

In particolare molto disponibili si sono presentate le suore che ci hanno accolto e ospitato nella loro “casa per vacanze” nel cuore di Roma.

Abbiamo colto l’occasione per intervistarle, porgendo loro varie domande riguardanti il pane nella loro vita religiosa e non.

“Per la fede cristiana il pane è il segno più evidente dell’amore di Dio” inizia così a spiegarci gentilmente la madre superiora.

“Il motivo è molto semplice: la religione cristiana si sviluppò nell’area geografica e culturale del Mediterraneo, che aveva visto nascere e affermarsi le grandi civiltà agricole, basate sulla coltivazione dei cereali e sul consumo del pane come alimento base.

Essa ereditò di conseguenza questa tradizione e diede al pane un significato ancora più forte, facendone un alimento sacro, capace, attraverso il miracolo eucaristico, di mettere l’uomo in diretto collegamento con Dio.

Io, cattolica credente, vedo nel pane Gesù sacrificato per la nostra salvezza.”

Continuiamo informandoci riguardo alle loro intenzioni nell’organizzare qualcosa per l’EXPO.

“Penso proprio di no, almeno nel nostro ambiente. Proprio stasera ho preso parte alla riunione della scuola gestita dal nostro ordine religioso per cercare un tema per la giornata di ritiro alla quale parteciperanno i nostri alunni in preparazione della Pasqua e ho proposto l’alimentazione, in modo da collegarla con l’EXPO.

Purtroppo l’idea è stata bocciata in quanto l’argomento era già sviluppato qualche anno fa; è quindi troppo recente ed è stato scartato almeno nel programma scuola.

Qui in hotel non so proprio come impostare qualcosa che si riferisca e colleghi all’EXPO.”

Parlando poi del pane consumato in hotel la madre superiora ci informa ridacchiando che la mattina seguente si era recata di fretta e furia da un fornaio in quanto a cena avevamo consumato più pane del previsto; di conseguenza quello avanzato non sarebbe bastato per la colazione.

Solitamente quando ospitano gruppi avvisano il fornaio con largo anticipo, ordinando in grande quantità i cosiddetti “Filoni”. Si tratta di grandi pagnotte da un chilo che possono essere salate o sciape, ovvero senza sale.

Ovviamente non è facile stabilire quanto pane verrà consumato, a volte può mancare, come nel nostro caso, in altre circostanze può invece avanzare.

Le suore dispongono di un recipiente nel quale conservano i vari avanzi lasciati in tavola.

Questo viene poi portato a Montefiascone, in provincia di Viterbo, dove gestiscono una comunità e viene donato ad un fattore.

Egli utilizza questo pane come mangime per le galline; in cambio le suore otterranno uova fresche. In questo modo nulla viene sprecato.

Ringraziamo le suore dell’istituto Divino Amore per l’accoglienza e la pazienza a noi dimostrata e auguriamo loro buon lavoro.

A cura della classe 3°C

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