… Il pane nero…

Sabato pomeriggio ci siamo ritrovati per scrivere un articolo a proposito del pane durante la seconda guerra mondiale.

-“Nonno, cosa ti ricordi del pane nella seconda guerra mondiale ?”

-“A chel temp sa mangea ul pan negar, ul prim dì l’ea bun ma dopu al diventea tut sec.”

-“ Com’era quel pane ? ”

-“L’ea dur e l’ea fai da maragun e crusca, pinsa che a crusca  sa dea ai gain.”

… tra di noi…

-“sapevate che per prendere il pane si doveva utilizzare una ‘carta annotaria’ ?”

-“Cos’è?”

-“come abbiamo studiato, già dal primo anno di guerra, si arrivò a razionare i generi alimentari  di prima necessità: pane, farina, olio e sale venivano ‘tesserati’, cioè distribuiti consegnando al negoziante un talloncino di tessera assegnata a ogni famiglia dagli uffici annonari dei comuni.”

-“sapete che la mia bisnonna mi ha detto che, quando aveva inizio la nuova cottura del pane, perché quello vecchio era finito, chi faceva la prima cottura riforniva di pane le famiglie che facevano le ultime infornate?  Questi, inoltre, a loro volta, lo avrebbero restituito una volta cotto. Gli anziani narravano che era ‘d’obbligo’ dare il pane nuovo ai poveri che non avevano segale altrimenti chi era avaro sarebbe apparso in sogno ai suoi cari ricordando di essere generosi e di dare il pane ai poveri per non fare la sua stessa fine di sofferenza e punizione.”

-“ Ragazzi, mia nonna mi ha raccontato una barzelletta divertentissima: ‘ Mussolini chiama il capo dell’OVRA e si lamenta. – ma come? Tu sei il capo della polizia segreta e non mi riferisci mai niente. Non vieni mai a sapere nulla. Mi lasci assolutamente disinformato. Per esempio: il pane. Ecco, dimmi, cosa dicono gli italiani del pane?  – Ah! Duce, gli italiani del pane parlano proprio male. Dicono che è scarso, nero, duro, immangiabile. Dicono che il pane è uno schifo…  – Ah sì? E di me , dimmi cosa dicono di me, gli  italiani ? – O di te, duce, gli italiani  sono entusiasti. Sono tutti pronti a morire per te. Ti ammirano e ti venerano. Dicono che sei buono come il pane!!!”

-“Sapevate anche che i paesini, come Inveruno, erano più avvantaggiati delle città perché vicini ai capi e alle cascine? Inoltre il mio bisnonno era sellaio e quindi non hanno mai patito la fame. Per di più i paesani si facevano favori a vicenda di conseguenza anche le famiglie più povere avevano qualcosa da mangiare. ”

-“in conclusione”

-“Chi ha pane non ha denti e chi non ha pane ha denti.”

code-per-razionamento-pane

Lavoro di Castoldi Emma, Ceruti Alessandra, Cicala Alessia, Garavaglia Luca  & Rosti Francesca  3^B

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