Il tennis: un’avventura come questo gioco bello e terribile che è la vita.

La storia del tennis è molto interessante: chiamato Tennis nel medioevopallacorda, risale al Medioevo. Si tratta di un antico gioco francese ed italiano del XII secolo, solo che prima la palla veniva colpita senza la racchetta, ma con la mano nuda; solo in seguito con la mano coperta da un guanto. Sembrerebbe che i primi a praticarlo fossero stati i monaci di clausura, viste le dimensioni dei campi intorno ai monasteri. Nel 1520 il guanto venne sostituito da una piccola racchetta e nel XVI secolo; grazie a Francesco I di Francia la popolarità del tennis si divulgò tra i nobili francesi. Vennero costruiti campi su cui giocavano sia i membri della corte che il popolo.

La forma medievale del tennis è chiamata “Real Tennis”, dall’inglese royal “regale” proprio perché praticato a corte. Ma la nascita del tennis moderno si deve all’inglese Wingfield che lo brevettò alla Camera dei Mestieri a Londra nel 1874; infatti il torneo di Wimbledon è il più antico evento tennistico e prestigioso che si tiene ogni anno tra giugno e luglio. Inoltre il tennis è stato il primo e forse l’unico sport in cui l’immagine dello sportivo era legata ad un brand come: Lacoste, Fred Perry, Sergio Tacchini o Fila; per poi essere sostituiti negli ultimi decenni dai colossi mondiali della Nike, Puma e Adidas.il bambino e il tennis

Perché il tennis fa bene?

  1. Sviluppa le capacità coordinative, come la prontezza di riflessi ed impegna in modo armonico e completo tutte le parti del corpo;
  2. E’ uno sport ricreativo che stimola la creatività;
  3. Facilita l’apprendimento di altre discipline sportive e sviluppa la competitività perché è necessario conoscere i punti di forza e di debolezza dell’avversario;
  4. Favorisce la socializzazione in quanto l’ambiente del “circolo tennis” è tranquillo e sicuro ed i ragazzi possono partecipare ai tornei e conoscere persone nuove;

E i contro?

  1. L’epicondilite, conosciuta anche come il “gomito del tennista” è una dolorosa infiammazione del gomito;
  2. Lesioni di tipo acuto soprattutto agli arti inferiori come il ginocchio, il tendine ed il menisco;
  3. Lesione della cuffia dei rotatori, cioè un tipo di lesione alla spalla che compare in tutti gli sport in cui l’atleta solleva il braccio al di sopra della testa;
  4. Infine può provocare un forte stress emotivo in quanto è uno degli sport mentalmente più duri; infatti per il 50% è uno sport mentale, per il 45% è fisico e per il 5% è tecnico.

Io personalmente consiglierei ai bambini di praticarlo perché è uno sport creativo e aiuta ad aumentare l’autostima  perché in campo si è soli, non c’è un luogo dove potersi nascondere e bisogna agire con la propria mente.

Mangiarotti Jasmine A.                                                             Classe: 3^C                                        Data:08/02/16

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