Lasciateci immaginare…

 Volevamo intervistare la gentilissima Anna per conoscere le sue emozioni e le reazioni a tutto ciò che le è accaduto nel corso degli anni. Ci ha affascinato anche il suo carattere e la sua personalità dolce e gentile sempre disposta ad aiutare gli altri.

Buongiorno signorina Anna.

Buongiorno.

Volevo porle qualche domanda e sapere qualche curiosità per quanto riguarda la sua vita..

Va bene, iniziamo pure!!

Come ci si sente ad avere una sorella con i poteri?

Sono stata messa al corrente di questa cosa da poco tempo e farò l’abitudine al più presto.

Avrebbe voluto nascere con i poteri magici come sua sorella?                                          

Da una parte mi sarebbe piaciuto perché è una cosa che ti rende speciale e diversa dagli altri ma dall’altra non mi piacerebbe perché non sarei riuscita a controllarli e sistemare le cose come ha fatto lei.

Come ha reagito quando ha scoperto che sua sorella le ha nascosto i poteri per tutto questo tempo?                                                                                                                               Quando ho scoperto questo grande segreto mi sono sentita esclusa perché lei non ha voluto condividere questo problema con me, che avrei potuto aiutarla, però so che l’ha fatto per proteggermi.

Ha mai sospettato dei poteri di sua sorella?                                                                            

No, però ho sempre sospettato che ci fosse qualcosa di strano in lei, visto che indossava sempre i guanti ma di sicuro non che avesse dei poteri.

Quando è andata a cercare sua sorella sulle montagne, ha avuto paura?

Non tanto perché con me c’era Cristophe e con lui mi sentivo protetta.

In che modo si è sentita sola e senza nessuno accanto in questi anni?

La solitudine era dentro di me. Mi sentivo abbandonata, come se non avessi ami avuto una sorella.. avevo bisogno di qualcuno che mi stava accanto, qualcuno che fosse il mio punto fisso, soprattutto quando, purtroppo, ho perso i miei genitori!

 

 

L’illustrissimo signor Platone, brillante filosofo dell’Antica Grecia, è oggi intervistato da alcuni giornalisti della redazione blog dei Giovani Reporter per un motivo ben preciso: il sapere è una delle qualità che costituiscono la conoscenza di un uomo e, in qualità di giornalisti, è loro dovere porgli dei quesiti circa la sua vita.

 Buongiorno Signor Platone!

Buongiorno!

Posso intervistarla?

Sì, certo, ma posso sapere chi è lei?

Sono un comune cittadino di Atene e, avendo avuto la fortuna di incontrarla, volevo appunto chiederle se potevo rivolgerle qualche domanda riguardo la sua vita…

Molto bene, quando cominciamo?

Anche adesso, se lei vuole.

Prego, cominci pure!

Va bene…Che lavoro svolge?

Non ho motivo di lavorare perché la mia famiglia è ricca e benestante e dedico, quindi, tutta la mia vita al mio più grande interesse: la Filosofia!

Quando ha scoperto la sua vocazione per la filosofia?                                                      

Ho scoperto la mia vocazione per la filosofia quando ho incontrato Socrate durante la spedizione militare nel 409 a.C./ 407 e da lì ho distrutto le mie composizioni poetiche per dedicarmi completamente alla filosofia.

Ho saputo che Platone è solo un soprannome. Mi stavo chiedendo qual è il suo vero nome e perché è stato soprannominato così?

Esatto, Platone è un soprannome che deriva dall’aggettivo greco “platus” che vuol dire ampio. Mi è stato dato per la fluidità e larghezza del mio stile, ma in realtà il mio vero nome è Aristocle.

Come le è sembrato essere paragonato, secondo i filosofi moderni, ad Omero?

Per me è stata una bella soddisfazione. Per esempio, molti filosofi moderni mi definiscono “il figlio più bello dell’antichità” e “un bellissimo gioiello”. La mia filosofia costituisce è una tappa fondamentale della storia della filosofia occidentale.

Signor Platone, le sue opere che caratteristiche hanno?                                                      

Le mie opere si avvalgono del dialogo perché lo ritengo l’unico strumento in grado di riportare l’argomento alla concretezza storica di un dibattito fra persone. Inoltre voglio evidenziare nel dialogo la superiorità del discorso orale rispetto allo scritto.

Platone, cosa pensa che dovrebbero fare l’Europa e l’America per ciò che sta accadendo in Iran, Siria e Iraq?                                                                                          

Beh, io penso che dovrebbero dialogare e poi unirsi sia politicamente sia militarmente e che debbano muoversi perché più aspettano peggio andrà a finire.

Può brevemente descrivere il suo famoso mito della caverna?

Il mito della caverna riguarda la ricerca della verità e la libertà di scelta che ogni individuo ha; cioè ci si può accontentare di ciò che si vede riflesso sul fondo della caverna oppure “girarsi” verso l’ingresso della caverna e cercare le risposte vere. Tutti gli uomini vedono le immagini riflesse che non rappresentano la realtà; pochi cercano di guardare la realtà.

Sappiamo che la caverna descritta da lei si può paragonare, oggi, ai mezzi di comunicazione come computer, telefonini… secondo lei chi è in grado di girarsi a cercare il vero?

Secondo me, oggi le persone che possono girarsi verso il vero senza avere rimpianti sono i giornalisti che non si accontentano di guardare il fondo della caverna, che per voi moderni sarebbe il computer, Facebook, i social media, la televisione, non hanno paura di fare domande e affrontano la realtà sapendo a cosa possono andare incontro.

Signor Platone, dai dati ricavati sulle vicende che stanno portando scompiglio oggi in tutto il mondo, vorremmo sapere la sua opinione su come pensa di risolvere questo problema?

Secondo me, per risolvere questo problema, gli USA, l’Europa e la Russia dovranno fare una coalizione cercando di eliminare la minaccia in Medio Oriente: l’ISIS. Purtroppo  non è cosi semplice, infatti le grandi potenze hanno ancora problemi a fermarli a causa dei molti civili ancora sotto il loro territorio, ma anche per via del distacco sociale tra le potenze mondiali.

Grazie mille… è stato un onore poterla intervistare!

 

 

Volevamo intervistare la signorina Elsa per avere informazioni circa il suo coraggio, il suo stile di vita e la sua personalità intrigante ed interessante.                                                                                  Inoltre ci hanno affascinato le sue avventure capaci di trasmettere molte emozioni e sentimenti.

 Buongiorno Signorina Elsa!

Buongiorno!

Come ti sei sentita quando hai congelato tutto e hai messo in pericolo delle persone?

Mi sono sentita in colpa per aver ghiacciato tutto, di aver fatto ritornare l’inverno nel periodo estivo e aver messo in pericolo molte persone.

Cosa ti ha spinto a riallacciare i rapporti con tua sorella?                                                    

Il fatto che lei è mia sorella e non la volevo perdere; dopo la morte dei miei genitori, io mi sono sentita sempre più sola, ed Anna era il mio punto fisso di compagnia.

Come ti senti ad avere i poteri magici?                                                                                

 Mi sento speciale da un lato ma dall’altro mi sento incapace di controllarli e temo di far accadere qualcosa di molto grave…

Ti senti in colpa su quello che hai fatto a tua sorella?                                                          

Si, tantissimo. I sensi di colpa mi distruggevamo le giornate,avevo smesso di sorridere ma quando tutto si è sistemato  ho ricominciato a vivere davvero.

Ti è piaciuto che l’incantesimo è stato sciolto da un atto di amore fraterno?                

Si perché tutte le cose che hanno diviso me e mia sorella per tutto questo tempo alla fine ci hanno fatto riunire.

Hai mai partecipato ad altri film oltre a “Frozen”?                                                            

Si, ho partecipato anche a un cortometraggio “ Frozen Fever” ed è stato fatto vedere alla fine del film Cenerentola.

A cosa si è ispirato il regista per il suo castello di ghiaccio?                                          

Per progettare il mio castello il team produttivo si è ispirato all’hotel De Glace in Quebec.

 

 

Volevamo intervistare il signor Socrate per farci raccontare le sue opinioni sul rispetto e la libertà di pensiero. Eravamo molto curiosi di sapere qualche informazioni  in più sulla sua vita, sulla sua grande passione per la filosofia … e soprattutto per la grande pazienza che ha dimostrato sopportando il carattere irascibile di sua moglie Santippe.

 Buon pomeriggio Signor Socrate, cosa sta facendo?

Cammino e penso, penso e dialogo con i miei studenti, dialogo e cammino.

È il suo lavoro? Perché non ha seguito le orme di suo padre?                                    

Perché per me fare lo scultore era un lavoro in cui non riuscivo ad esprimermi e non mi appassionava abbastanza; perciò mi sono dedicato a un lavoro completamente diverso dove la ragione era il punto principale.

Può gentilmente spiegarmi come mai, nel 404 a.C., si rifiutò di arrestare il democratico Leone di Salamina che sarebbe stato condannato a morte?

Perché ho sempre preferito correre dei rischi piuttosto che farmi complice di misfatti.

Perché la appassiona così tanto la filosofia?

Volevo porre in risalto il carattere personale dell’uomo, dell’anima, delle conoscenze e della verità. Adoro la filosofia perché riesce ad esprimere i miei pensieri più profondi e farmi sentire in pace con la mia anima.

Mi ha colpito, nel leggere i suoi scritti, una sua frase, quando afferma di essere convinto di non sapere e per questo è più sapiente degli altri. “Ho così compreso che la consapevolezza di non sapere è ciò che porta a sapere più degli altri, se un uomo è consapevole di essere ignorante e ha questa certezza può solo migliorarsi e iniziare a conoscere di più”. Certamente con queste sue affermazioni si sarà creato dei ‘’nemici’’. Non era forse più conveniente fingersi ignorante?

[Socrate, dopo una breve pausa di riflessione, mi ha guardato negli occhi e sorridendo ha risposto]: La verità è ciò che conta,tutto il resto non ha importanza. Io vivo ancora oggi investigando e ricercando se ci sia qualcuno che io possa ritenere sapiente, ma non ho ancora trovato nessuno. E da questo fatto ho capito che non c’è nessun sapiente tra gli uomini.                                                                                                                                     Lei cosa ne pensa?

Socrate, io credo che questa sua affermazione sia in parte sbagliata perché credo che non tutti gli uomini siano ignoranti,ma che ci siano uomini ignoranti che non vogliono migliorarsi, e ci sono uomini che sono ignoranti e vorrebbero diventare sapienti.

 Mi tolga una curiosità. Qual è il suo miglior pregio?

Il coraggio. Mi sembra di averlo dimostrato in molte occasioni; ho sopportato per tutta la vita il carattere irascibile di mia moglie Santippe, una donna veramente insopportabile. Ma soprattutto ho cercato di dimostrarlo quando ho affrontato il processo per l’accusa di empietà, rinunciando a difendermi e accettando le decisioni delle autorità. Ho bevuto la cicuta senza protestare e senza provare rancore.

Visto che lei era un uomo molto colto, come ha fatto a sopportare il carattere irascibile di sua moglie?

In tutti questi anni di matrimonio ho concepito che la sapienza consiste anche nel sopportare le persone che hanno un carattere diverso dal proprio e saper accettare i loro pregi e i loro difetti.

Come si è sentito quando sua moglie le ha rovesciato il vaso da notte in testa?

Dal suo carattere mi potevo aspettare di tutto, ma non pensavo che potesse arrivare fino a questo punto.

Grazie mille… è stato un onore poterla intervistare!

 

                                                                                                                                      CLASSE 3A

 

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