DAVID BOWIE: COLUI CHE HA TRASFORMATO LA SUA MORTE IN ARTE

E così quasi come uno spettacolo dallo strano finale termina la vita di David Bowie che ha fatto di se un’opera d’arte fino all’ultimo respiro e adesso ci lascia il suo ultimo successo: l’album-testamento Black Star il quale non è un testamento triste ma bensì “la più alta forma di arte contemporanea realizzata da molto tempo a questa parte” come descritto da “La repubblica on-line” .

Il disco viene pubblicato il giorno del suo 69esimo compleanno, l’8 gennaio, tre giorni dopo, Bowie, muore. Il 20 novembre viene diffuso il primo singolo: è il nome dato anche all’album, è il pezzo di apertura. Dice: “Il giorno in cui è morto è successo qualcosa. L’anima è salita di un metro e si fece da parte. Qualcun altro prese il suo posto, e coraggiosamente urlò Sono una stella nera, sono una stella nera”. Nel video si nota il cadavere di un astronauta morto ormai da tempo che altro non è che Major Tom (il maggiore Tom) di Space Oddity uno dei primi successi di Bowie; il teschio, ricoperto da gioielli, viene usato come un idolo pagano da alcuni indigeni: in poche parole il teschio rappresenta l’idolo che Bowie è stato per il genere umano. Ed è appunto da questo appellativo da cui, come si evince dalle parole del secondo singolo Lazarus, si vuole liberare: nelle prime due strofe vuole farci capire quanto lui sia caduto in basso nella sua vita e che potrà trovare pace solo dopo la morte; quelle che seguono invece mostrano la vita da rockstar che Bowie ha vissuto e di cui adesso si vuole liberare; già famosa è l’ultima strofa, che rappresenta l’atto finale della vita di Bowie dove finalmente sarà libero da tutto: Just like that bluebird Now ain’t that just like me? Oh I’ll be free. Just like that bluebird. Oh I’ll be free. Ain’t that just like me? (sarò come questa sialia*, non è come me? Oh sarò libero come questa sialia, non è come me?). Ed ecco in fine una dedica ai fan fatta da uno dei suoi più grandi collaboratori Tony Visconti: « Ha sempre fatto quello che voleva fare. E ha voluto farlo in questo modo, e voleva farlo nel modo migliore. La sua morte non è stata diversa dalla sua vita: un’opera d’arte. Ha fatto Blackstar per noi, è stato il suo regalo di addio. Sapevo da un anno che questa sarebbe stata la sua maniera. Non ero preparato, però: è stato un uomo straordinario, pieno di amore e di vita. Sarà sempre con noi. Ora possiamo piangere. »

*uccello blu simile al passero simbolo dello stato di New York.

3c Rizzi Fabio

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