Il bullismo e le sue tragiche conseguenze

Intervista immaginaria ad Amanda ToddAmanda Todd

In data odierna 3 settembre 2011, io e la mia troupe di giornalisti intervisteremo alcuni studenti che frequentano la Prima Superiore di Port Coquitlam in Canada. Entra la prima ragazza alle ore 11.00 a.m.. L’intervista ha inizio

G.: Ciao, siamo una redazione di giovani giornalisti che tratta i problemi adolescenziali. Come ti chiami e quanti anni hai?
I.: il mio nome è Amanda Todd e compirò 14 anni il prossimo 27 novembre.
G.: Sai perché siamo qua oggi?
I.: Sì, il Preside ha avvisato tutti gli studenti che alcuni giornalisti ci avrebbero intervistato sul bullismo.
G.: Allora iniziamo. Sei mai stata vittima di bullismo o l’hai esercitato?
I.: Purtroppo sono stata vittima di bullismo. Più precisamente di cyber-bullismo.
G.: Quanto tempo fa ti è successo?
I.: Avevo 12 anni, frequentavo la seconda media.
G.: da parte di chi hai subito bullismo?
I.: Da parte di uno sconosciuto, incontrato nelle chat video.
G.: Ma nessuno ti ha mai detto che parlare con degli sconosciuti è molto pericoloso?
I.: Sì. I miei genitori ed i miei insegnanti parlano spesso di ciò che accade via internet, ma in quel momento non li ho proprio ascoltati.
G.: Perché non hai ascoltato i loro consigli?
I.: Perché anche i miei genitori utilizzano il PC in qualsiasi momento della giornata, sia per il lavoro che per i rapporti sociali.
G.: Ma per quale motivo hai voluto conoscere questa persona?
I.: Perché a casa, dopo la scuola, finiti i compiti, mi annoiavo e mi sentivo sola.
G.: Non frequentavi i tuoi coetanei?
I.: Raramente, solo durante l’intervallo perché ancora oggi frequento un corso specifico per l’apprendimento. Inoltre anche al di fuori della scuola, siamo lontani logisticamente.
G.: Quindi pensi che anche l’ambiente in cui vivi, svolga un ruolo importante?
I.: Sicuramente, anche se ci sono i pro e i contro in tutti i campi.
G.: E i tuoi genitori cosa ne pensano?
I.: Inizialmente non hanno capito il problema della mia solitudine e in casa si parlava solo di crisi economica e di recessione; ma dopo il fatto mi sono stati accanto e Amanda Toddaddirittura mi hanno cambiato scuola e mi hanno affiancato uno psicologo.
G.: Ma cosa ti è successo veramente?
I.: E’ successo che durante una chat video, la persona che credevo amica e di cui mi fidavo, mi ha chiesto di spogliarmi.
G.: E tu cosa hai fatto?
I.: Ho acconsentito, mostrandogli il seno.
G.: E poi cosa è successo?
I.: E’ successo che nei giorni successivi non si è fatto più sentire e, considerando che ci sentivamo tutti i giorni dal momento che ci eravamo incontrati in chat video, mi sono sentita depressa….come se avesse ottenuto quello che voleva. Inoltre dopo qualche giorno a scuola, tutti mi deridevano e mi davano dei brutti appellativi. Poi, una volta a casa, ho capito il motivo: la mia foto era stata inviata a tutti gli studenti che frequentavano la mia scuola…..
G.: A questo punto cos’hai fatto?
I.: Sono scappata a casa, disperata e piangendo e ho esposto l’accaduto ai miei genitori.
G.: Qual è stata la loro reazione?
I.: Hanno chiamato la Polizia per denunciare il fatto e poi mio padre ha cercato più volte e per lungo tempo di rintracciare il mio finto amico; ma con insuccesso.
G.: Come hai vissuto da quel momento?
I.: Male, anzi malissimo. Ho cambiato scuola, ho preso degli antidepressivi perché mi stavo mettendo su una brutta strada fatta di alcool e droghe e ho anche tentato il suicidio.
G.: Addirittura il suicidio?
I.: Sì perché la persona che mi ha fatto del male, a tuttora mi sta creando problemi e purtroppo non riusciamo a rintracciarlo, nonostante le denunce fatte alle istituzioni che si occupano di questi casi.
G.: Penso che questo possa bastare. Come stai ora?
I.: Sto apparentemente bene, sono seguita da uno specialista ed i miei genitori mi stanno accanto.
G.: Utilizzi ancora i social network? E se si’ per quale scopo?
I.: Si utilizzo ancora i social network, ma per raccontare la mia storia perché possa raggiungere nelle case di altri adolescenti il più veloce possibile.
G.: In tutta questa storia, pensi di avere Amanda Toddcontribuito alla causa o pensi di essere stata solo una vittima?
I.: io mi sono fidata di una persona che dopo mesi mi diceva che mi voleva bene e che mi amava. In quel momento era l’unico che mi ascoltava e mi consigliava, perché come ho detto precedentemente i miei genitori erano occupati al lavoro e non avevano tempo né per me, né per loro stessi. Non posso biasimarli. Certo mi sento in colpa ma avevo anche 12 anni ed ero molto ingenua…..ora non più!
G.: Pensi che finirà mai il bullismo?
I.: Credo che non finirà mai, anzi penso che sia più facile fermare la guerra che la cattiveria della gente.

Ore 11.20 intervista terminata. Il 10 ottobre del 2012 alle ore 6 del mattino, l’intervistata Amanda Todd veniva trovata senza vita in casa. Aveva 15 anni e prima di suicidarsi aveva pubblicato un video su Youtube nel quale lei non parlava ma con una serie di bigliettini denunciava il bullismo da lei subito.
La morale di questa storia, anche se è tristissimo da dire, è che la sua morte non è stata inutile, anzi ha dato la possibilità di sensibilizzare le persone su questo tipo di fenomeno e ha fatto in modo di procedere penalmente contro il bullismo ed il cyber bullismo.

https://www.youtube.com/watch?v=s9tkcjiAvys

Classe 3^C  Redazione Facebook

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