LA BATTAGLIA DI NOVARA

Il 23 marzo è un giorno importante perché si festeggia la giornata in ricordo della Battaglia di Novara.

Essa fu lo scontro decisivo della Prima guerra d’indipendenza italiana durante il Risorgimento e si concluse con la completa vittoria dell’esercito austriaco contro l’armata piemontese.

È conosciuta anche come battaglia della Bicocca, dal nome del sobborgo sud-est di Novara, dove si combatterono gli scontri più importanti.

Tutto iniziò il 12 marzo 1849 quando il Governo Piemontese aveva rotto l’armistizio firmato con gli Austriaci dopo la sconfitta di Custoza, il 20 marzo 1849, Chrzanowski decise di sferrare un’offensiva nei pressi di Magenta ma l’attacco si rivelò fallimentare, in seguito anche al tradimento del Generale Ramorino, le truppe Sardo-Piemontesi furono costrette a ripiegare a Novara .

Il 23 marzo 1849, gli Austriaci provenienti da Mortara, avanzarono verso Novara; il primo assalto avvenne alle undici del mattino e venne respinto dalle truppe Piemontesi.

Radetzky, intuendo di trovarsi davanti l’intera armata Sarda, ordinò rinforzi per sostenere lo scontro; verso le tredici allora il Duca di Genova lancia una seconda controffensiva verso gli Austriaci costringendoli a un arretramento disordinato.

Chrzanowski non ritenne necessario un attacco generale che avrebbe potuto impedire al nemico di riorganizzarsi.

Per gran parte della giornata le cascine della Bicocca furono perse e riconquistate.

Nel frattempo , nella notte, Carlo Alberto, abdicò a favore del figlio Vittorio Emanuele e quindi, la mattina del 24 marzo, il nuovo Re firmò l’armistizio a Vignale .​

​La sconfitta di Novara portò alla luce l’impreparazione militare dell’esercito Sabaudo ma non va però dimenticata l’abilità strategica e la grande esperienza di Radetzky.

La sconfitta del 23 Marzo 1849 segnò la fine della Prima Guerra di indipendenza italiana.

La Battaglia di Novara negli aspetti militari è stata ampiamente studiata, trattata nei libri di storia e nelle pubblicazioni riguardanti il tema, non meno interessante è però la storia dei saccheggi e delle violenze operate dall’esercito Piemontese durante e dopo lo scontro militare del Marzo 1849. ​​

I disordini in città iniziarono tra la notte del 22 e del 23 Marzo 1849, quelli che all’inizio erano semplicemente atti di indisciplina si tramutarono ben presto in atti di violenza verso la popolazione civile.

Alla mattina del 23 Marzo la tensione in città era altissima, il grosso delle truppe era pronto a combattere a sud di Novara contro il nemico austriaco, ma non tutti i militari erano schierati nei campi della Bicocca, alcuni gruppi allo sbando avevano iniziato fin dalle prime ore del giorno a saccheggiare negozi e abitazioni private pronunciando insulti contro il Re, il Papa e più in generale contro i ricchi che avevano voluto la guerra.

Per tutta la mattina i Carabinieri cercarono di tenere a bada il comportamento degli sbandati ma tutto fu inutile.

Mentre la battaglia si avviava verso la sconfitta, numerosi disertori si unirono al comportamento criminale dei ribelli.

La Guardia Nazionale cercò invano di riportare alla normalità la situazione che si era venuta a creare ma anche questo tentativo fallì.

​Le due frasi più importanti che si sono verificate durante questa battaglia sono:

“Hanno voluto la guerra, ebbene ne subiscano le conseguenze”

​La città era fuori controllo, occupata e distrutta dalle stesse truppe che avrebbero dovuta proteggerla, in quelle ore concitate Carlo Alberto era pronto ad abdicare, significative furono le sue parole :

“Tutto, Tutto è perduto, anche l’onore” 

Alcuni reparti di cavalleria e carabinieri guidati dal Duca di Genova iniziarono un pattugliamento zona per zona cercando di scovare e punire i colpevoli delle violenze, chi veniva sorpreso a rubare veniva immediatamente fucilato, ma neanche la minaccia di una punizione così severa fermò l’azione di questi banditi che invece di ravvedersi puntarono le armi contro i loro stessi ufficiali, lo stesso Duca di Genova impegnato nel tenere a bada i disordini rischiò di rimanere ucciso durante uno scontro.

3A Jenny Vignati

 

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