Chris Kyle

Christopher Scott Kyle, detto Chris, è stato un militare statunitense, il miglior cecchino degli U.S. Navy SEAL.

Christopher Scott Kyle nacque a Odessa, in Texas, l’8 aprile 1974.

Nel corso della giovinezza a Odessa, Chris frequentò la Midlothian High School dal 1987 al 1991.

Dopo il diploma, Kyle diventò un professionista del rodeo e lavorò come cowboy in un ranch, ma la sua carriera terminò bruscamente quando fu gravemente ferito ad un braccio.

Nel 1996 si recò in un centro di reclutamento militare per arruolarsi volontario nei Marines degli Stati Uniti, con un particolare interesse per le operazioni speciali. Kyle firmò il reclutamento, ma la sua proposta fu respinta a causa dei danni al suo braccio. Ebbe comunque la possibilità di addestrarsi al BUD/S per arruolarsi infine nei Navy SEAL, dove riuscì ad entrare nel 1999 dopo 24 settimane..

Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, partecipò a quattro turni di combattimento in Iraq, dove afferma di aver ucciso più di 255 guerriglieri iracheni, di cui 160 confermati dal Pentagono.

Fu vittima di numerose imboscate, dalle quali uscì sempre indenne venendo ferito tre volte. I jihadisti gli attribuirono il soprannome di “Shaitan Al-Ramavi” (“il diavolo di Ramadi”) e misero una taglia di 20.000 dollari sulla sua testa, così come accadde per tutti i cecchini operanti in quella campagna.

Durante i quattro turni venne decorato con due Medaglie d’Argento, cinque Medaglie di Bronzo e altre tre dal Corpo dei Marines degli Stati Uniti.

Si congedò con onore dalla Marina nel 2009 e scrisse un’autobiografia basata sulle proprie esperienze belliche in Iraq, American Sniper, da cui è tratto il film omonimo.

Nel 2002 sposò Taya Renae, dalla quale ebbe due figli, Colton e McKenna.

Kyle fu assassinato il 2 febbraio 2013 insieme al suo amico Chad Littlefield nel poligono di tiro dove si allenava, da un suo commilitone marine venticinquenne, Eddie Ray Routh, che soffriva di disturbo post traumatico da stress. Kyle e Littlefield avevano invitato al poligono di tiro Routh per distrarlo, per socializzare e aiutarlo con i suoi disturbi post traumatici da stress dovuti al ritorno dal fronte. I due furono uccisi con due armi di Kyle al poligono: Routh sparò in tutto tredici colpi e poi fu arrestato, dopo un inseguimento con la polizia. Kyle fu ucciso con una pistola calibro 45. Il motivo delle due uccisioni non è mai stato chiarito completamente, infatti durante i primi interrogatori, mostrati ai giurati nel processo, diede diverse versioni sulle cause dei due omicidi: disse di avere sparato perché temeva che lo stessero per uccidere. I giudici alla fine hanno dovuto decidere se Routh fosse affetto da demenza o se fosse solo disturbato mentalmente, ma comunque penalmente responsabile per l’uccisione di Kyle e Littlefield. Sulla base di numerose perizie e analisi sullo stato mentale di Routh e sulle sue dichiarazioni, i giurati hanno optato per questa ultima versione con un verdetto di omicidio, di conseguenza il giudice ha emesso la condanna per il carcere a vita senza libertà condizionale

Il 25 febbraio 2015 Eddie Ray Routh è stato condannato all’ergastolo. L’accusa ha deciso di non chiedere la pena di morte, ma la decisione della giuria si è automaticamente trasformata in carcere a vita per l’imputato, senza il diritto di chiedere la libertà condizionata.

Davide Ragozzino, Samuel Galasso, Gianluca  Bonanno 3°A

 

 

 

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