UNO SPORT ANTICO

Il polo è uno sport di squadra di origini antichissime. Conosciuto molto probabilmente dai Persiani, fu praticato nell’antica Cina, nel Tibet e in India. Qui lo appresero gli inglesi, dei quali l’India era una colonia.

Arrivato in Europa nel XIX secolo, ha avuto un certo successo nei paesi anglosassoni e in Argentina. È stato incluso in alcune edizioni dei Giochi Olimpici, soprattutto nelle prime edizioni. In Italia ha fatto la sua comparsa all’inizio del Novecento ed è praticato tuttora, anche se è poco diffuso.

Il polo si gioca su un campo piano e, di solito, erboso. Le due squadre sono composte di quattro giocatori ciascuna che a cavallo, con l’aiuto di una mazza a forma di “T”, devono infilare una palla di legno nella porta avversaria, non difesa da un portiere, e contemporaneamente impedire all’avversario di fare altrettanto.

La partita è suddivisa in otto tempi di otto minuti ciascuno con un intervallo per consentire il cambio di cavallo. I giudici di gara sono: due arbitri a cavallo, un altro fuori campo e quattro giudici di meta, due per ogni porta, che indicano se la palla è entrata in rete.

La particolarità di questo sport è l’intesa che ci deve essere tra uomo e animale, necessaria per potersi muovere agevolmente tra gli altri giocatori e prestare attenzione al gioco.         In Inghilterra è quasi considerato un simbolo identitario ed è praticato anche dai Reali inglesi nelle visite compiute ad esempio nei paesi del Commonwealth.

 

Elisa Colombo     3^ C

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