L’ITALIA CANDIDA LA PIZZA COME PATRIMONIO DELL’UMANITÀ

Ci sarà una sola candidatura italiana nella nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’umanità Unesco, ma sarà una candidatura di tutto rispetto.


Sarà la pizza realizzata attraverso “l’arte dei pizzaiuoli napoletani” che per la Commissione nazionale italiana per l’Unesco, su proposta del Ministero dell’Agricoltura e con il sostegno del Ministero degli Esteri, dell’Universitò, dell’Ambiente e dell’Economia dovrà rappresentare l’eccellenza italiana patrimonio dell’umanità Unesco. Sua maestà la pizza è stata scelta perché “rappresenta l’Italia in tutto il mondo”. Per ottenere che la specialità tutta tricolore fosse candidata come patrimonio dell’umanità sono state avviate numerose petizioni nazionali racchiuse sotto l’hashtag #PizzaUnesco. Ora il governo italiano ha sposato la causa, il dossier sarà trasmesso all’Unesco e partirà un lungo e complesso negoziato che coinvolgerà oltre 200 Paesi. Tale candidatura è davvero importante perché, fino ad oggi, l’Unesco non ha mai iscritto quale patrimonio dell’umanità una tradizione alimentare. Che sia un prodotto tipico dell’Italia a infrangere per la prima volta questa barriere? Ce lo auguriamo davvero tutti.

TUTTI PAZZI PER LA PIZZA

La petizione “#PizzaUnesco” aveva raccolto 850 mila firme secondo dati degli organizzatori. Dopo le 100 mila firme arrivate dal Giappone, a dare una mano alla “Regina d’Italia” e alla sua arte, è stato il Sud America. Da Brasile e Argentina sono infatti arrivate 100mila firme. In Argentina, dove sono state raccolte 50 mila firme, la campagna è iniziata il 5 gennaio scorso al ristorante “Cucina Paradiso”, con il campione mondiale della pizza, Davide Civitiello, Donato De Santis, giudice di Masterchef Argentina, Stefano Canzio, ministro consigliere Ambasciata d’Italia in Argentina ed Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della campagna e presidente della Fondazione UniVerde. Le altre 50mila, invece, sono arrivate dal Brasile. A San Paolo la raccolta è iniziata a fine dicembre, a “Rossopomodoro” in Eataly ed è stata la prima presentazione in Sud America della candidatura dell’arte dei pizzaioli napoletani c’è stata la prima presentazione in Sud America della candidatura dell’arte dei pizzaiuoli napoletani come Patrimonio Unesco. Responsabile della raccolta è stato Massimo Tiso, insieme con Michele Pala, console generale d’Italia a San Paolo e di nuovo Civitiello, il campione mondiale della pizza

Garavaglia Alice 3A

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