I jeans compiono 70 anni

I jeans hanno fatto la storia di intere generazioni e rappresentano l’icona dell’abbigliamento casual per eccellenza: indossati prima solo dai ragazzi e dai giovani adulti, ora i pantaloni di tela blu, anche se poi con gli anni sono state introdotte tutte le varianti del caso, occupano un posto negli armadi pressoché di chiunque.

Le origini:

La primogenitura in fatto di fabbricazione dei jeans viene ricondotta storicamente, ma in maniera non sempre univoca, alla città di Genova o al Genovestato in genere, in virtù della grande tradizione tessile che fin dal Medioevo ha costituito un’importante voce nelle esportazioni liguri di manufatti (come velluti di Zoagli e damaschi di Lorsica) realizzati su materie prime locali oppure importate: tessuti di lana, di seta, di lino, di cotone o di fustagno.

 

Un vestito tradizionale femminile genovese in “jeans” della fine del XIX secolo

Già nel XV secolo la città di Chieri (Torino) produceva un tipo di fustagno di colore blu che veniva esportato attraverso il porto antico di Genova, dove questo tipo di “tessuto blu” era usato per confezionare i sacchi per le vele delle navi e per coprire le merci nel porto. Considerando che all’epoca si usava dare ai tessuti il nome del luogo di produzione, si ritiene che il termine inglese blue-jeans derivi direttamente dale parole bleu de Gênes ovvero blu di Genova in lingua francese.

Secondo altre versioni i pratici e resistenti “calzoni da lavoro” erano in tempi remoti cuciti con tela di Nimes (de nimes e poidenim) di color indaco ed erano indossati dai marinai genovesi. Nîmes era la concorrente diretta di Chieri nella produzione di questo tessuto.

In ogni caso sembra certo che la trasformazione da pezzi di tela a indumento avvenne proprio nella città di Genova.

Un altro antesignano del tessuto denim viene identificato nel bordatto ligure, una tela particolarmente resistente che veniva prodotta nei secoli scorsi per confezionare abiti da lavoro.

Il termine di lingua inglese jeans è utilizzato fin dal 1567; fu infatti nel XVI secolo che dal porto genovese iniziò la grande esportazione di questo materiale. Il fustagno genovese, di qualità media, alta resistenza e prezzo molto contenuto, tinto con indaco, si era imposto in Europa e in particolare tra i mercanti inglesi, insieme al fustagno di Ulma in Germania.

Aurora Moccia e Gianluca Morlacchi, 3B

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