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INTERNET E SOCIAL NETWORK: UNA VERA E PROPRIA DIPENDENZA…CHE CREA SOLITUDINE

Dopo la dipendenza dei giovani da Internet, cresce l’attenzione verso quella da chat e social network. Dai dati emersi a seguito di diverse ricerche, infatti, si delinea un quadro molto delicato che riguarda l’eccessivo interesse dei ragazzi italiani verso le attività legate ai computer o agli ultimi smartphone che, da hobby, si stanno trasformando sempre di più in vere e proprie patologie. La tendenza, cresce tra i giovani, secondo i quali nel web si trova qualcosa di più interessante rispetto alla vita  reale o il poter sconfiggere la paura di essere esclusi dalla propria solitudine da socialcerchia di amici senza l’utilizzo del web.

I social-network danno l’impressione di poter raggiungere gli amici immediatamente, e quindi pensiamo di poter soddisfare il bisogno di compagnia con un click, e danno anche la sensazione di poter, sempre immediatamente, scegliere con chi trascorrere un po’ di tempo, ma sono solo relazioni virtuali che non abbassano il livello di stress che la solitudine provoca.
Ci vuole del tempo, più tempo di un click, per gli incontri reali.
Ci vuole il tempo per l’incontro, tempo di ascolto, tempo per lo scambio di sguardi e convenevoli, tempo per non aver paura dei silenzi, tempo per ridere insieme, tempo per un adeguato congedo. Lo sanno bene gli artisti che promuovono tour di spettacoli dal vivo, dove incontrano il pubblico e lo sa il pubblico che spende soldi per il biglietto per un’esperienza che non ha niente a che vedere con il fatto di ascoltare la stessa musica in macchina o a casa. E’ anche vero che i social si sono trasformati in veri e propri siti di incontri, favorendo così il manifestarsi di un tipo di amicizia quella online. Una cosa è certa: l’amicizia reale o virtuale che sia, deve avere dei certi requisiti per consolidarsi, che potrebbe essere uno scambio di emozioni, di sensazioni, di pareri, di bisogno in un momento di sconforto, di un amico con cui condividere uno stato d’animo o semamicizia a distanzaplicemente qualcuno di cui fidarsi e con cui parlare. La capacità di essere presenti, l’empatia con quella persona, il feeling che si instaura con una piuttosto che con un’altra, sono tutti segnali di una nuova amicizia. Si possono conoscere i pensieri di un amico senza aver mai sentito la sua voce, conoscere il suo colore degli occhi ma non averli mai visti.
In effetti stiamo, pero’,  perdendo la competenza agli incontri. Tanto più ci spendiamo in rapporti virtuali, tanto più perdiamo competenze a gestire rapporti reali con il risultato che restiamo sempre più soli. “Perchè nel ventunesimo secolo la solitudine è sbloccare lo schermo e non trovare notifche”

Fonti http://www.actroma.it , insostanza, la Stampa

Sofia Fontana, Lucrezia Re Fraschini 3B

 

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