IL TENNIS: UNO SPORT CHE ALLENA CORPO E MENTE

Il tennis è uno sport nel quale partecipano sfidandosi due giocatori (uno contro uno, incontro singolare) o quattro (due contro due, incontro di doppio) in un campo diviso in due parti da una rete alta circa un metro dal campo.
I giocatori sono provvisti di una racchetta, come se fosse il prolungamento del proprio arto anteriore, al fine di colpire la palla in modo che l’avversario, posizionato nell’altra metà del campo da gioco, non possa colpirla dopo il primo rimbalzo (l’obbligo del primo rimbalzo è solo in risposta alla palla messa in gioco dalla battuta dell’avversario, nelle altre fasi del gioco è consentito ribatterla anche al volo) o che battendola finisca con mandarla fuori campo o non riesca a superare la rete posta al centro.
Il tennis nasce più di 800 anni fa in Francia, dove si giocava a pallacorda che, tra gli sport antichi, è quello che risulta essere più simile a questo sport. La pallacorda si praticava in una stanza munita di logge, porte e un tetto in pendenza.
Secondo AlFemminile.com sono più di un milione di italiani che dichiarano di praticare regolarmente il tennis, uno degli

sport più amati poiché coinvolgente e adrenalinico.
Praticare tennis non vuol dire soltanto rincorrere una pallina, ma si tratta di una disciplina basata su regole precise, che comprende vari aspetti:
-la tecnica. Nel tennis bisogna saper usare la racchetta, padroneggiare diversi movimenti e colpire la palla dandole un effetto particolare. Bisogna anche tener conto del luogo in cui si gioca, ma soprattutto saper prevedere la traiettoria della palla, anticiparla e posizionarsi.
– la componente fisica. Il giocatore deve spostarsi velocemente e coprire tutta la superficie di gioco, poiché la pallina può rimbalzare solo una volta. Solo in quel momento il giocatore deve colpire la palla e, in base al tiro che vuole effettuare, utilizzando più o meno forza;
– la tattica. Il tennis è un gioco in cui si sfida un avversario. Lo scopo è quindi segnare dei punti piazzando la palla, dosando la propria forza a seconda del tiro, e giocando sulle debolezze dell’altro giocatore… Si può, quindi, definire un combattimento sia fisico che mentale.

Luca Bandera e Sofia Garagiola 3B

 

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