LA SANTA SEDE E’ DAVVERO COSI’… SANTA?

Si sa, dietro grandi cose si celano grandi segreti che a noi comuni mortali difficilmente è dato sapere.

In occasione della nostra gita a Roma ecco 5 curiosità in merito a questo“piccolo ma grande” Stato!

  1. Il Vaticano e la Santa Sede – Uno Stato dai confini illegali

La Città del Vaticano è nata l’11 febbraio 1929 con la firma dei Patti Lateranensi tra l’Italia e la Santa Sede, che ricostituirono, lo Stato Pontificio in Roma. Il territorio si estende su 44 ettari, ovvero 0,44 chilometri quadrati, i cui confini sono limitati dalle Mura Vaticane e dalle strade romane, fino ad aprirsi sulla piazza San Pietro.

In realtà questi confini del Vaticano sono fuori legge. Nei trattati del 1929 fu stabilita una linea di confine lunga 3 chilometri e 500 metri. Era una definizione non chiara, nonostante una piantina allegata ai trattati. Il problema fu pertanto riesaminato e si definì una nuova linea di confine con relativi mappe, ma la documentazione di tali confini non è stata mai ratificata né dal governo italiano né da quello vaticano, e solo per un tacito accordo si sono mantenuti i confini stabiliti nel 1929.

 

Piazza San Pietro è territorio vaticano aperto al pubblico, ma fino alla scalinata è sotto la giurisdizione delle autorità italiane, ovvero ne è affidato l’ordine pubblico alla Polizia italiana. Il colonnato è del Vaticano ma il confine con l’Italia corre lungo la linea esterna, per cui le due colonne degli avancorpi rivolti alla piazza Pio XII si trovano in territorio italiano.

 

  1. Le insegne e il vestiario del papa

Il papa regnante, come sovrano, ha uno stemma per il quale utilizza l’arma del suo casato, se è nobile, altrimenti ne adotta uno di sua invenzione. Le due chiavi hanno un significato simbolico; quella d’oro vale come la potenza e quella d’argento come la scienza. Il riferimento a Pietro, primo papa della storia ecclesiastica, è incancellabile in quella gemma simbolica che reca scolpita la sua immagine mentre è intento a pescare dalla sua navicella; “l’anello del pescatore”.

 

Questo anello, viene spezzato alla morte di ogni papa e rinnovato; sempre d’oro, è indossato dal pontefice al dito anulare destro e utilizzato per sigillare tutta la corrispondenza privata, facendo pressione sulla ceralacca riscaldata e fusa sulla carta.

Il vestiario del papa è piuttosto sobrio, all’insegna del colore bianco. L’indumento principale era una zimarra, sostituita nelle funzioni religiose da un camice in pizzo lungo fino ai piedi, cinta sui fianchi dal cingolo; era portata direttamente sopra una camicia a collo romano con polsini alla moschettiera fermati dai gemelli. Come soprabito si usa la mozzetta, una mantellina di velluto corta abbottonata sul davanti, che è di colore rosso o bianco, o il piviale, ampio mantello con cappuccio. Rosso è anche il camauro, un copricapo di velluto bordato di pelliccia d’ermellino bianca;

 

  1. I soldi del papa

Il papa come re, non avrebbe bisogno di denaro perché come sovrano assoluto della Chiesa ha poteri e attribuzioni illimitati; In ogni caso ha a sua disposizione un “fondo spese”, con il quale si provvede alle necessità quotidiane di vita.

Ma in realtà il papa ha uno stipendio, che potremmo chiamare più propriamente una indennità. Non è stata indicata la cifra, ma proprio un riferimento al Presidente della Repubblica italiana suggerisce l’entità dello stipendio del papa, che possiamo stimare nell’ordine di 17.000 euro mensili per un totale di 218.407 euro annuali. Inoltre bisogne tener conto anche di tutte le somme derivanti da donazioni e solennità varie.

 

  1. L’automobile del papa

È subentrata alla carrozza a cavalli, che a sua volta aveva mandato in pensione il semplice cavallo; mezzi di trasporto perlopiù usati per la presa di possesso della basilica di San Giovanni in Laterano e per andare in vacanza a Castel Gandolfo.

Nel 1980 arriva la FIAT Campagnola, che è famosa perché su di essa Giovanni Paolo II viene colpito da Alì Agca il 13 maggio 1981. E da quel giorno il problema è stato quello di mettere a disposizione del papa vetture di massima sicurezza, a cominciare dal rivestimento della Campagnola con una bolla di plexiglas antiproiettile, finché è arrivata la papamobile. È una vettura speciale che garantisce sicurezza al pontefice, con una cabina blindata antiproiettile, ma anche massima visibilità ai fedeli;

 

  1. La morte del papa

A meno che non sia colpito da un improvviso malore nel suo letto durante la notte, il papa non muore mai solo; seppure muore sul proprio letto, gli è vicino il Segretario. E a lui morente rendono omaggio i cardinali presenti a Roma, mentre riceve l’estrema unzione dal cardinal vicario. Una volta che il papa ha emesso l’ultimo respiro e il medico ne ha constatata la morte, il cardinale camerlengo ne riconosce ufficialmente per la Chiesa la morte, battendo per tre volte con un martelletto rituale la fronte del papa, chiamandolo con il nome di battesimo. Dopo di che il camerlengo rompe l’anello piscatorio e, nelle ventiquattro ore seguenti l’ultimo respiro, il corpo viene imbalsamato; questo perché il pontefice sarà esposto per alcuni giorni alla venerazione dei fedeli a San Pietro su un catafalco.

Le spoglie mortali del papa vengono chiuse in una triplice cassa (una di cipresso, una di piombo e una di noce) e tumulate nelle Grotte Vaticane.

 

*il seguente articolo è una rivisitazione del testo informativo che potete trovare qui: http://best5.it/post/vaticano-5-cose-dovreste-conoscere-pochi-sanno/*

 

Anna Cauzzo, 3°B.

 

 

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