Un nuovo attacco in Siria

Bombe su una base governativa siriana nei pressi di Homs: è la risposta all’attacco chimico sulla roccaforte ribelle di Douma, nella regione della Ghouta orientale, che ieri ha provocato 42 morti accertati (ma potrebbero essere molti di più, si parla di 160) e circa mille feriti, tra cui molte donne e bambini. Un attacco arrivato a poche ore dal tweet di Donald Trump, che accusava Russia e Iran di appoggiare il regime siriano e bollava Bashar al-Assad come un “animale” che avrebbe “pagato caro” per l’uso di armi non convenzionali. Che siano stati gli americani oggi a lanciare il raid contro la base T-4, anche conosciuta come Tiyas, è però incerto: il Pentagono ha infatti negato ogni coinvolgimento. Comportamento anomalo, perché di solito quando sono stati loro tacciono o rispondono “no comment”.Nel frattempo, Trump ha annunciato che ci saranno decisioni molto importanti nelle prossime 48 ore, date le atrocità intollerabili accadute a Douma. Anzi, Trump dichiara anche di non avere molti dubbi su chi sia stato il colpevole. Il segretario Usa alla Difesa, James Mattis, ha detto di “non escludere nulla” a proposito di una possibile azione militare contro il regime di Assad. La Russia, invece, tramite il suo ministro degli Esteri Sergey Lavrov, sostiene che i suoi esperti militari non hanno trovato “tracce di cloro o di altre sostanze chimiche usate contro i civili” sul luogo dell’attacco di ieri. Parole cui in serata ha fatto eco la dichiarazione dell’ambasciatore russo all’Onu Vassily Nebenzia, che durante la riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza ha definito “fake news” le notizie su Douma e ha avvertito gli Stati Uniti che in caso di attacco contro il governo siriano ci saranno “gravi ripercussioni”.Risultati immagini per bombe in siria

Portaluppi Sharon e Basile Federica 3D

fonte testo “La Repubblica”

fonte immagine “Il Corriere della Sera”

 

 

 

 

 

 

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