BULLISMO NELLE SCUOLE

STOP-AL-BULLO

Il termine “bullismo”, molto spesso dimenticato o sottovalutato, è tornato di moda durante gli ultimi anni scolatici. Molti sono stati gli avvenimenti di attualità che lo riguardano.

Una ragazzina di 13 anni è stata violentata e poi ripresa coi telefonini.

Un ragazzo down deriso e picchiato dai compagni di classe che hanno diffuso su internet il “video divertente” delle loro gesta.

Un docente sui cinquant’anni in una quarta superiore aggredito e deriso da due studenti maggiorenni e già ripetenti. Uno con in mano un accendino acceso mentre l’intera classe gli urlava di dare fuoco al professore, l’altro gli è andato vicino sferrandogli uno spintone. Tutto sotto l’obiettivo di telefonini che riprendevano la scena.cyberbullismo

Ma cos’è in realtà il “bullismo”?

Il termine deriva dall’inglese “bullying” ma nella nostra lingua ha assunto un significato più leggero, di sbruffone, di colui che ama fare il gradasso e che spesso tende a prevaricare, senza mai però raggiungere quelle caratteristiche di cattiveria che invece sono tipici del bullismo nelle scuole.

Infatti il luogo in cui si manifesta di più questo fenomeno è la scuola, soprattutto durante l’orario della ricreazione e della mensa.

La caratteristica del bullo è quella dell’aggressività, si arrabbia facilmente ed è basato sul realizzare i propri desideri senza badare a coloro che gli sono intorno.

Tre sono i protagonisti degli atti di bullismo: la vittima, il bullo ed il branco “bulli passivi”, cioè gli altri, il gruppo che sta a guardare l’atto di violenza sul più debole, senza intervenire.

Il silenzio è alleato del bullo, perché non ci si ribella e le vittime si sentono impaurite o deboli per parlarne anche con i genitori, quindi questo fenomeno passa spesso inosservato.

Il bullismo può essere di tipo verbale o fisico. Quello verbale consiste nell’umiliare la vittima attraverso insulti e derisione, quello fisico con spinte, pugni e calci.

Le vittime sono sia ragazzi che ragazze, sono individui molto sensibili e calmi, che quasi mai prendono in giro i compagni, sono più deboli dal punto di vista fisico ed insicuri.

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Il modo migliore per prevenire questo fenomeno è il dialogo, aiutare questi “bulli” a raccontare agli adulti i propri problemi per cercare di risolverli nel modo migliore, magari sfogando la loro aggressività in qualche sport.

Fonte testo ed immagini: www.skuola.net; www.ilrestodelcarlino.it; google

Claudio Bellini 3^C

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