LA PASQUA

la Pasqua è la più importante festa religiosa per i fedeli di religione cristiana. La Pasqua celebra la resurrezione di Gesù Cristo. L’origine della Pasqua è incerta. La Pasqua si festeggia di domenica perché nei Vangeli viene riportato che il sepolcro vuoto di Gesù Cristo fu scoperto il giorno successivo al sabato, e la sua data cambia di anno in anno per via del fatto che da quasi 1700 anni viene osservata la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera.

Da dove arriva la Pasqua?
Nei primi secoli molte comunità cristiane festeggiavano la Pasqua negli stessi giorni in cui veniva celebrata la Pesach, la cosiddetta “Pasqua ebraica”. Nel Vangelo di Giovanni c’è scritto che la morte di Gesù avvenne il 14 di Nisan (il mese ebraico a cavallo fra marzo e aprile), il giorno in cui gli ebrei celebrano la liberazione dall’Egitto e che si festeggia durante il primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera.

Chi la festeggia?
Poiché la credenza nella resurrezione di Gesù è alla base di tutte le confessioni cristiane, la Pasqua viene rispettata anche dai mormoni o dagli ortodossi. Questi ultimi per esempio la festeggiano in una data diversa poiché seguono ancora il calendario giuliano. Anche per gli ortodossi Pasqua cade la domenica che segue il giorno in cui si verifica la luna piena a partire dall’equinozio di primavera, che anche loro fissano il 21 marzo.

Perché è la festività più importante per i cattolici?
La Pasqua è più importante del Natale perché i cristiani ritengono più importante la resurrezione di Gesù piuttosto che la sua nascita. La risurrezione di Gesù è infatti uno dei punti chiave della fede cristiana.

Perché si regalano uova di cioccolato?

I primi cristiani, per ricordare il sangue di Gesù Cristo, durante la Pasqua usavano pitturare le uova di rosso e le decoravano con croci o altri simboli. La simbologia dell’uovo per i primi cristiani era abbastanza evidente: dall’uovo nasce la vita, che a sua volta veniva associata con la rinascita di Gesù e quindi con la Pasqua. Secondo alcuni studi la tradizione delle uova pasquali venne però rafforzata da un’usanza tipicamente pasquale: la quaresima, cioè il periodo di quaranta giorni prima della Pasqua nel quale i credenti sono tenuti al “digiuno ecclesiastico”.

In questo periodo è vietato mangiare carne. In passato, e tuttora nelle chiese cristiane orientali, era vietato mangiare anche le uova. Era difficile però costringere le galline a non depositare uova, così i primi cristiani si trovavano con un surplus di uova che non potevano mangiare. Dalla necessità di farci qualcosa sarebbe nata la tradizione di bollirle fino a farle diventare dure come sassi, per poi dipingerle con colori sacri e simbolici.

Verso la fine dell’Ottocento, poi, i progressi tecnologici avevano oramai reso possibile unire la tradizione del cioccolato a quello delle uova regalo pasquali.

Ma che c’entrano i conigli?
Oggi il coniglio è assieme all’uovo di cioccolato il simbolo più diffuso della Pasqua. Non è chiaro per quale motivo sia stato negli anni associato a una festività cristiana. Piuttosto, sembra che il coniglio fosse considerato nell’antichità un simbolo di fertilità, e quindi legato all’arrivo della primavera e alle festività pagane ad essa collegate. Poiché Pasqua si festeggia tradizionalmente fra marzo e aprile, a un certo punto il coniglio è passato ad essere adottato anche come simbolo pasquale.

Informazioni tratte da:

La Pasqua, spiegata bene

A cura di: Alessia Gorla, Filippo Garavaglia e Letizia Livraghi

 

 

 

 

 

 

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