credits foto: pixabay.com

UN GRAZIE A TUTTO IL PERSONALE MEDICO

L’epidemia del coronavirus non rallenta in modo significativo nonostante le misure predisposte dal governo e il numero delle persone positive aumenta.

Un grazie particolare è doveroso per chi è impegnato in prima linea a combattere il virus, soprattutto i dottori e gli infermieri.

Come non ricordare Li Wei Liang, primo medico cinese a parlare del nuovo virus e ora diventato un eroe?
Li Wei Liang venne minacciato dalle autorità e dalla polizia cinese per aver lanciato, a dicembre, l’allerta contro il virus. Purtroppo dopo essere stato riammesso al lavoro, anche Li è stato contagiato. Ricoverato nel reparto di terapia intensiva, successivamente è deceduto.

 

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EXTRATERRESTRI A NEW YORK

Siamo soli nell’universo? questa è uno dei più grandi dubbi del genere umano, tra la notte del 27 e del 28 dicembre 2018 è accaduto qualcosa di mistico a new york. Il cielo si è tinto di un insolito e inquietante azzurro. Sui social è scattato subito l’allarme di un’invasione aliena o a una guerra nucleare. A causare tutto questa scalpore, si è rivelato essere stata l’esplosione di una centrale elettrica. La compagnia elettrica in questione a ha twittato: ” c’è stato un brave incendio nella nostra sottostazione di Astoria che ha coinvolto alcuni trasformatori elettrici e causato un calo di tensione nell’area. Stiamo indagando sulla cause. “.

FONTE: meteoweb
FONTE FOTO: 2anews

Dalla Terra fino… a Marte!

La “InSight” è atterrata!

Il 26 Novembre 2018 poco prima delle 21.00,  la “InSight”, sonda della NASA, ha toccato con successo il suolo del pianeta rosso dopo circa 480 mln di km di viaggio.

La InSight rimarrà sulla superficie marziana per 2 anni e studierà come si sono formati i corpi celesti quali la Luna e la Terra.

Prima che la sonda toccasse il suolo del pianeta rosso ci sono stati diversi minuti di terrore.

Se le rotte fossero state sbagliate avrebbe rischiato di distruggersi o di rimbalzare sul suolo verso lo spazio profondo

Subito dopo, la prima foto:

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Importante sapere che all’interno della sonda è presente uno strumento Italiano che determina la posizione della InSight su Marte con una grandissima precisione.

La sonda partita il 5 maggio scorso  risulta essere l’ottava a toccare la superficie marziana.

Colombo Andrea Gaia 3C

 

Notizie prese da: Tgcom24.mediaset.it e AstronautiNEWS.it

Foto prese da: pro.hwupgrade.it e nasa.gov

il diamante più profondo della terra

L’uomo che ha scoperto tutto questo è un professore di Mineralogia dell’Università di Padova. Si chiama Fabrizio Nestola ed è diventato il cristallografo più importante al mondo grazie a un diffrattometro a raggi X che ha in laboratorio. Un prototipo, per realizzarlo ha chiesto a un’azienda giapponese e una svizzera di mettere da parte le rivalità, e adesso è in grado di vedere dove nessuno altro è mai riuscito. Torinese, 45 anni, nipote di un minatore sopravvissuto alla strage di Marcinelle, sposato, due figli, appassionato di calcio, corsa e chitarra, dopo aver lavorato in Germania e Stati Uniti ha accettato di rientrare in Italia. «Quando mi offrirono la cattedra a Padova, accettai ma con la condizione di avere gli strumenti per continuare a fare ricerca. Dissero subito di sì, perché qui sono dei visionari».

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COME MAI PLUTONE NON E’ UN PIANETA?

 

Vi siete mai chiesti perché Plutone non è un pianeta?

Plutone è un pianeta nano del sistema solare, scoperto nel 1930 da Clyde Tombaugh e inizialmente inteso come nono pianeta.
Nell’ agosto 2006 fu battezzato Pluto e venne classificato come pianeta nano.
Esso è il più grande tra i pianeti nani e il secondo più massiccio dopo l’ Eris.
Dopo qualche anno, fu rinominato Plutone, grazie all’ idea di una bambina di 11 anni.
Plutone è anche un esempio di oggetto transnettuniano ed esso si avvicina al Sole più di Nettuno, è stato nominato come elemento di riferimento della classe dei pianeti nani transnettuniani.

Plutone è formato da roccia, ghiaccio, acqua, metano ed altri elementi.
Al suo interno c’è un nucleo di roccia rivestito da uno strato di ghiaccio, quest’ ultimo riuscirebbe a contenere un oceano liquido.
Il 98% della superficie di Plutone è composto da ghiaccio d’ azoto, con tracce di metano e monossido di carbonio.
Si trovano delle macchie chiare, probabilmente composte d’ azoto e metano solido, e altre scure, composte da antiche pianure laviche.

Quando Plutone si allontana dal Sole, la sua atmosfera si congela e scende di superficie;invece quando si avvicina al perielio , la temperatura aumenta e i ghiacci espandono del gas. Questo provoca un effetto serra al contrario.
Il metano costituisce un potente gas serra nell’ atmosfera e porta ad un’ inversione termica.
Uno studio rivela che potrebbe verificarsi, per la prima volta, una sfuriata di vento nella sua atmosfera.

Plutone ha cinque satelliti naturali: Caronte, Notte, Idra, Cerbero e Stige.
Esso, dunque, non è considerato un pianeta, perché per esserlo bisogna avere tre caratteristiche: deve essere in orbita attorno al Sole; deve avere una massa sufficiente in modo che possa vincere le forze di corpo rigido, assumendo una forma di equilibrio idrostatico (quasi come una sfera) e deve avere ripulito le vicinanze intorno alle sue orbite.
E’ stato comunque difficile e lento nominarlo pianeta nano, per via di qualche esitazione.

Fonte testo: wikipedia

Fonte immagine: google

Emma Vireca, Irene Pallavicini 3D

Gli asteroidi

Un asteroide è un piccolo corpo celeste simile, per composizione, ad un pianeta.Non ha una forma sferica e ha un diametro inferiore al chilometro, anche se non mancano corpi di grandi dimensioni. Tecnicamente anche i corpi massicci scoperti recentemente nel Sistema Solare sono da considerarsi asteroidi. Continua a leggere

SONO STATE SCOPERTE DELLE NUOVE CELLULE DELL’ANSIA

 

I ricercatori che le hanno individuate le hanno chiamate “cellule dell‘ ansia”. Dato che sono i neuroni che nel cervello dei topi si attivano in situazioni pericolose, e sono le prime mai scoperte che non sono collegate alla parte del cervello che provoca le emozioni.
Una struttura simile potrebbe esistere anche nel cervello degli esseri umani: se così fosse, si aprirebbe una nuova prospettiva di cura per molte persone.

 

I neuroscienziati della Columbia University e dell’Università della California a San Francisco, entrambe negli Stati Uniti, hanno studiato che cosa succede nel cervello dei topi in situazioni ansiogene.
Grazie a un microscopio miniaturizzato inserito nel cranio dei roditori, i ricercatori hanno registrato l’attività di centinaia di cellule nella regione dell’ippocampo mentre gli animali si muovevano liberamente nel loro ambiente.

La scelta è caduta su questa regione del cervello perché studi precedenti hanno stabilito che è implicata nella regolazione dell’umore e che alterando l’attività nella parte ventrale dell’ippocampo si può ottenere una riduzione dell’ansia.

E’ così emerso che quando i topi venivano esposti a situazioni ansiogene si registrava l’attivazione di specifiche cellule.
Gli studiosi hanno anche tracciato il percorso di questi neuroni neverso l’ipotalamo, una regione che controlla sia i comportamenti associati all’ansia, come la fuga, sia le reazioni fisiologiche legate all’ansia, tra cui l’aumento della frequenza cardiaca e la secrezione di ormoni dello stress, nella parte della memoria. A conferma del fatto che le stesse cellule controllano i comportamenti ansiosi, i ricercatori hanno modificato geneticamente alcuni topi con tecniche di optogenetica, che permettono di accendere o spegnere i neuroni a comando con un semplice impulso luminoso.

Irene Campeggi e Sabrina Ferrario 3D
Fonte del testo: “Le scienze”

Fonte immagini: Google