LA GUERRA: I SOLDATI E LA PAURA DELLA GUERRA

Al giorno d’oggi, la maggior parte dei soldati che si recluta nell’esercito, pensano che la guerra sia come un videogioco; ma le cose cambiano quando i soldati raggiungono il fronte. Lì, incomincia la paura di morire nel conflitto.
Molti giovani soldati, pensano che la guerra, non sia come la conosciamo noi, ovvero un “inferno”.
I soldati potrebbero anche rimanere traumatizzati per vari motivi: la morte di un caro amico, la perdita del fratello in guerra, la paura di essere colpiti dall’artiglieria e la paura della morte stessa.
Questi ragazzi, se potessero tornare a casa, non sarebbero più gli stessi perché, la guerra, porta con sé tristezza e dolore, cambiando il modo di vedere le cose che accadono intorno a lui.
FONTE TESTO: veterano di guerra                                                                                                                               Continua a leggere

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La ricostruzione della faccia di Nefertiti in 3D

Il vero volto della Monna Lisa d’Egitto ricostruito in 3D grazie alla mappatura della sua (presunta) mummia e a speciali tecniche di imaging.

A volte ritornano, e nel caso di Nefertiti, è proprio il caso di dirlo: in questa occasione a farla rivivere sono state le più moderne tecnologie di imaging 3D che, partendo dalla mappatura della sua (presunta) mummia, hanno ricostruito il volto della regina più famosa d’Egitto, sposa del faraone Akhenaton. Non senza qualche polemica.

DALLA MUMMIA AL 3D. Il progetto, guidato da un team di scienziati dell’Università di Bristol (Inghilterra), ha richiesto un notevole impegno, burocratico, ma non solo. Prima sono stati chiesti i permessi al Ministero delle Antichità egiziano e al Museo Egizio del Cairo per rimuovere la custodia protettiva della mummia. Poi gli studiosi hanno proceduto al suo esame e alla mappatura digitale dei tratti.

 

UN PROGETTO CONTROVERSO. Partendo dalla mappatura, la paleo-artista Elisabet ha ricostruito poi il volto in 3D della regina: un processo meticoloso che ha richiesto circa 500 ore di lavoro. Infine, i designer dell’atelier Dior hanno completato il lavoro progettando per Nefertiti gioielli fatti a mano, partendo delle illustrazioni geroglifiche che la ritraggono.

UN PROGETTO CONTROVERSO. Partendo dalla mappatura, la paleo-artista Elisabeth Daynes ha ricostruito poi il volto in 3D della regina: un processo meticoloso che ha richiesto circa 500 ore di lavoro. Infine, i designer dell’atelier Dior hanno completato il lavoro progettando per Nefertiti gioielli fatti a mano, partendo delle illustrazioni geroglifiche che la ritraggono.

… LEI CHI È? Sulla potentissima consorte di Akhenaton pesa inoltre il grande giallo della sua mummia. Rinvenuta nel 1898 nella stanza segreta della tomba di Amenofi II, nella Valle dei re, a Tebe, per anni è rimasta senza attribuzione. Fino a quando nel 2003 un’archeologa dell’Università di York affermò che apparteneva a Nefertiti. Lo confermerebbero le tecniche di mummificazioni compatibili con il periodo con cui lei visse, le perline ritrovate, simili ai gioielli che  indossava, e la parrucca. La notizia ha però suscitato mille polemiche: la giovane età della mummia infatti non sembra essere compatibile con quella della regina, che morì a più di 30 anni.

Una recente tomografia computerizzata e l’analisi del DNA hanno accertato che la mummia appartiene a una donna che fu sorella di Akhenaton e madre di Tutankhamon. Ma non è bastato a chiudere la questione: secondo alcuni studiosi infatti questo non esclude che possa essere Nefertiti, perché l’incesto era diffuso nella famiglia reale – per preservare l’ascendenza, considerata divina.

IL BUSTO (TEDESCO). Non ci sono dubbi invece sull’autentica attribuzione del busto, uno dei tesori d’arte più famosi dell’Antico Egitto: scoperto nel 1912 a Tell el-Amarna dalla Compagnia Tedesca dell’Africa Orientale (che in quel periodo gestiva attività commerciali e piantagioni nelle colonie), venne portato in Germania un anno più tardi, rimanendo fino a oggi una delle maggiori attrazioni del Museo Egizio di Berlino (che dal 2009 è ospitato al Neues Museum).

Filippo Di Meo e Christian Bregoli  3D

Fonte testo: Focus

Fonte immagini: Focus

LA SECONDA GUERRA MONDIALE

  1. La seconda guerra mondiale fu il conflitto che durò dal 1939 al 1945, dove si scontrarono vari Paesi del mondo (tra cui la Germania nazistaGran Bretagna, Francia, U.S.A.,Unione Slovacca,Italia e Giappone). È considerata il più grande conflitto armato della storia, costato all’umanità sei anni di sofferenze, distruzioni e massacri con un totale di 55-60 milioni di morti,dove 6 milioni di questi erano ebrei…il restante furono:                                                 Criminali comuniRomApolidiPrigionieri politici, Asociali. Le popolazioni civili si trovarono direttamente coinvolte nel conflitto a causa dell’utilizzo di armi sempre più potenti e distruttive, dei pesanti bombardamenti contro obiettivi civili effettuati da entrambe le parti in conflitto. La guerra si scatenò a causa di un importante personaggio tedesco:  Adolf Hitler, che disse che la razza ebrea era inferiore a tutte le altre razze, e che quindi bisognava sterminarla, anche se dei tedeschi sono riusciti a salvarne moltissimi. Al termine della guerra, l’Europa, ridotta a un cumulo di macerie, completò il processo di involuzione iniziatosi con la prima guerra mondiale e perse definitivamente il primato politico-economico mondiale, che fu assunto in buona parte dagli U.S.A; ad essi si contrappose, nel pluridecennale confronto noto come “guerra fredda”, l’Unione Sovietica, uscita vincitrice dal conflitto. Le immani distruzioni del conflitto portarono alla nascita dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, avvenuta al termine della Conferenza di San Francisco il 26 giugno 1945.  Adolf Hitler,dopo aver perso la guerra fredda,sapendo che poteva essere arrestato o addirittura ucciso, per non farsi prendere si suicidò sparandosi alla testa con una pistola nel suo “Ufficio” o “Gabinetto di guerra” ,nessuno lo riuscì a trovare perché la porta era chiusa a chiave. Invece il nostro sovrano, alleandosi con Hitler, avendo perso anche lui la guerra non si sparò, ma gli italiani lo fecero scappare, rifugiandosi chissà dove. Ormai è passato quasi un secolo dalla guerra,ma non si smetterà mai di parlarne…

-Abbiamo scelto Hitler come foto perché è la persona che si ricorda di più ogni volta che si parla della guerra.

220px-Benito_Mussolini_and_Adolf_Hitler

FONTE IMMAGINE: Wikipedia

FONTE TESTO: Wikipedia

Davide Della Vedova-Thomas Ferrario, 3D