Scompare l’ultimo rinoceronte bianco settentrionale

L’ultimo esemplare maschio di rinoceronte bianco settentrionale è morto all’età di quarantacinque anni per complicazioni mediche dovute a un’infezione non curabile. Ora nella riserva in Kenia rimangono solo due femmine e con la loro scomparsa la specie sarà definitivamente estinta. Continua a leggere

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IL POTERE DELLA MENTE

Il 14 marzo 2018 i telegiornali hanno comunicato la notizia della morte di Stephen Hawking, uno dei più grandi fisici del nostro tempo, noto anche come l’erede di Einstein.

Molti di noi ragazzi hanno conosciuto lo scienziato attraverso i cartoni animati dei “Simpson” Continua a leggere

OSCAR

Il nome ufficiale della statuetta dorata che fa da prova concreta di ricezione del Premio è Academy Award of Merit, mentre vi sono varie versioni su come venne coniato il nomignolo Oscar. Secondo la più accreditata, esso originò da un’esclamazione di Margaret Herrick, impiegata all’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, la quale, vedendo la statuetta sopra un tavolo, esclamò: «Assomiglia proprio a mio zio Oscar!»

La statuetta è placcata in oro 24 carati (ma durante gli anni della seconda guerra mondiale dal 1942 al 1945 fu in gesso perché avevano paura che qualcuno le rubasse o le vendesse, come è stato fatto molte volte negli anni successivi), è alta 35 centimetri e ha un valore commerciale di 295 dollari; inoltre i vincitori sono invitati a non venderla ma, casomai, restituirla all’A.M.P.A.S..

Di lei disse una volta la sceneggiatrice Frances Marion:

« È un simbolo perfetto dell’industria cinematografica: un uomo con un corpo forte e atletico che stringe in mano una grossa spada scintillante, e a cui è stata tagliata una bella fetta di testa, quella che contiene il cervello. »
Il nome Oscar è, inoltre, un marchio registrato della stessa Academy of Motion Picture Arts and Sciences.

Dall’edizione del 1963 la categoria Premio per i migliori effetti speciali, fu divisa in due: Premio per i migliori effetti sonori e Premio per i migliori effetti speciali visivi. Dal 1982 la categoria Premio per il miglior trucco divenne annuale.

La Notte degli Oscar è una cerimonia molto elaborata che si tiene generalmente dal 2004, l’ultima domenica di febbraio o la prima di marzo. Fino ad allora, generalmente avveniva il primo lunedì di primavera (in Italia nella notte tra lunedì e martedì), nella quale gli invitati fanno sfoggio delle creazioni dei più celebri stilisti, e viene trasmessa dalle televisioni di tutto il mondo. La cerimonia avviene di domenica dal 1999.

  Orgito Kalari, Bregoli Christian 3D

Fonte immagini: Google

Fonte testo: Wikipedia

10 COSE CHE (FORSE) NON SAI SU STEPHEN HAWKING

Fisico dalla mente visionaria, divulgatore scientifico, guru della cosmologia moderna: Stephen Hawking -morto a 76 anni il 14 marzo 2018 – non è stato solo un brillante scienziato, ma un’icona pop dei nostri tempi, familiare tanto ai fan della serie tv I Simpson quanto a quelli di Star Trek, e ultimamente anche alle giovani seguaci della boy band One Direction o ai patiti di The Big Bang Theory.

Nel recente film La teoria del tutto abbiamo conosciuto i risvolti più intimi e drammatici della sua eccezionale storia, ma l’esistenza di Stephen Hawking è costellata di numerosi aneddoti e curiosità, alcuni dei quali forse meno noti al grande pubblico. Ad esempio, sapevate della scommessa fatta quarant’ani fa sui buchi neri? E cosa dire del suo contributo alla musica rock? Ecco 10 cose da sapere sull’astrofisico britannico.

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1. SECCHIONE, MA NON TROPPO. Tra Stephen Hawking e i libri di scuola non è stato subito amore a prima vista. All’età di 9 anni i suoi voti erano tra i peggiori della classe; tuttavia si narra che il piccolo Stevie coltivasse un particolare interesse per radio, orologi e tutto ciò che potesse essere smontato per studiarne il funzionamento. Ecco perché, nonostante pagelle non eccelse, insegnanti e compagni gli avevano affibbiato con fiuto profetico il nomignolo di “Einstein”.

2. FISICO PER CASO. Nonostante in gioventù Stephen Hawking avesse sviluppato una genuina passione per la matematica, il padre Frank sperava che il figlio diventasse un dottore. Alla fine spuntò la terza via: all’Università di Oxford non esisteva la facoltà di matematica, quindi Hawking si vide “costretto” a ripiegare sulla fisica, laureandosi con lode con una tesi in Scienze Naturali dopo tre anni.  Tra tutte le scienze, però, quella meno gradita al giovane Hawking era proprio la biologia: “troppo inesatta, troppo descrittiva

 

3. SPORTIVO, MA SENZA FATICA. Anche prima che gli venisse diagnosticata la malattia che lo ha immobilizzato sulla sedia a rotelle, Stephen Hawking non è mai stato in possesso di un fisico propriamente atletico. Eppure, durante la sua permanenza a Oxford acquisì una certa notorietà grazie allo sport: per sfuggire al senso di solitudine che lo assalì nel suo primo anno da studente, si unì alla squadra di canottaggio ricoprendo con successo il ruolo di timoniere (il membro dell’equipaggio che dà il tempo ai rematori).

 

 4. PIÙ FORTE DELLA MALATTIA. A Cambridge Hawking dovette fronteggiare un progressivo deterioramento delle proprie abilità motorie. Poco prima di sottoporsi a una visita specialistica, partecipò a una festa di capodanno (era il 1962), dove conobbe la sua futura prima moglie, Jane Wilde. Di lì a poco (aveva appena compiuto 21 anni) arrivò la diagnosi dei medici: sclerosi laterale amiotrofica (SLA), una malattia degenerativa.

 

Nonostante la shock, proseguì gli studi di cosmologia e successivamente sposò Jane Wilde (da cui avrà tre figli). A più di cinquant’anni dall’infausta sentenza si discute ancora se la sua sia una forma atipica di SLA (tesi sostenuta dallo stesso Hawking) o se si tratti piuttosto di atrofia muscolare progressiva. Perché la vita media di una persona a cui viene diagnosticata questa malattia è tra i due e i cinque anni (a Hawking, a 21 anni, ne avevano dati due).

 

Più del 50 per cento ce la fa a sopravvivere oltre i tre anni. Il 20 per cento ce la fa oltre i cinque anni. Da lì in poi il numero precipita. Meno del 5 per cento vive oltre i vent’anni. Hawkings ha vissuto finora 53 anni!

 

5. PLURIPREMIATO, MA SENZA NOBEL. Nel corso della sua straordinaria carriera, lo scienziato britannico ha collezionato un numero sterminato di premi e onorificenze. Oltre a essere membro della Royal Society (da cui ha ricevuto le prestigiose medaglie Hughes e Cople) e della Royal Society of Arts, nel 1986 è stato ammesso alla ristrettissima cerchia della Pontificia Accademia delle Scienze. Nel 2009, invece, Barack Obama gli ha consegnato la Medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza degli Stati Uniti d’America. Un po’ a sorpresa, nella sua bacheca manca ancora il riconoscimento forse più ambito, il premio Nobel.

 

6. SCOMMETTIAMO CHE…? Nel 1975 Stephen Hawking affermò che i buchi neri erano oggetti in grado di “divorare” tutto, distruggendo anche l’informazione di ciò che inghiottivano per, forse, farla riapparire in un altro universo. La rivoluzionaria teoria contraddiceva la meccanica quantistica, secondo cui l’informazione contenuta nella materia non può andare persa del tutto: ecco perché il fisico John Preskill del Californian Institute of Technology scommise con Hawking che si trattasse di un abbaglio. In palio c’era un’enciclopedia sul baseball, che quasi 30 anni dopo Hawking consegnò nelle mani del collega: nel 2004, durante una conferenza a Dublino, ammise infatti sportivamente che «sui buchi neri avevo torto».

 

 

7. GLI ALIENI ESISTONO, MA MEGLIO STARGLI ALLA LARGA.
Nel 2008, intervenendo al 50esimo anniversario della Nasa, il cosmologo disse che, data la vastità dell’universo, è quasi certo che in altri pianeti si siano sviluppate delle forme di vita primordiali, sebbene non sia da escludere che qualche parte esistano anche esseri intelligenti.

 

In una serie di documentari andati in onda nel 2010 sull’emittente britannica Discovery Channel, dal titolo Into the Universe with Stephen Hawking, affermò poi che il contatto con la vita extraterrestre potrebbe avere esiti catastrofici: se gli alieni riuscissero ad arrivare fino a noi, significherebbe che hanno una tecnologia talmente avanzata da consentire la colonizzazione della Terra e la sottomissione del genere umano. In modo non molto differente da come fecero i conquistatori europei dopo la scoperta dell’America nel 1492.

 

8. STEPHEN, RACCONTACI UNA STORIA. In mezzo alle numerose pubblicazioni accademiche e le opere divulgative scritte da Hawking figurano anche libri per bambini. Si tratta di una trilogia (George’s Secret Key to the UniverseGeorge’s Cosmic Treasure HuntGeorge and the Big Bang) realizzata a quattro mani con la figlia Lucy, tra il 2007 e il 2011. Nelle pagine dei romanzi, le eccezionali avventure del giovane George offrono lo spunto per spiegare con parole estremamente elementari concetti misteriosi e affascinati, come i buchi neri o l’origine della vita.

 

9. SCIENZIATO-ROCK. Nel 1994, il leggendario gruppo prog-rock Pink Floyd pubblica l’album The Division Bell. Nella nona traccia, Keep Talking, compare la voce metallica di Stephen Hawking che parla per mezzo del suo sintetizzatore: «Per milioni di anni gli uomini vissero come animali. Poi qualcosa accadde che scatenò il potere della nostra immaginazione. Imparammo a parlare».

 

10. A GRAVITÀ ZERO. Nel 2007, all’età di 65 anni, Stephen Hawking ha sperimentato per alcuni secondi l’assenza di peso in volo parabolico (tradotto: la microgravità viene simulata attraverso la caduta libera dell’aereo) grazie alla compagnia Zero Gravity Corporation. Il suo sogno più grande rimane ovviamente quello di viaggiare nello spazio; a tal proposito il magnate Richard Branson, fondatore della Virgin Galactic, gli ha offerto da tempo un viaggio gratuito a bordo di una delle sue astronavi.

Silvia Nava e Jorilyn Vitadamo

fonte testo:focus

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COME MAI PLUTONE NON E’ UN PIANETA?

 

Vi siete mai chiesti perché Plutone non è un pianeta?

Plutone è un pianeta nano del sistema solare, scoperto nel 1930 da Clyde Tombaugh e inizialmente inteso come nono pianeta.
Nell’ agosto 2006 fu battezzato Pluto e venne classificato come pianeta nano.
Esso è il più grande tra i pianeti nani e il secondo più massiccio dopo l’ Eris.
Dopo qualche anno, fu rinominato Plutone, grazie all’ idea di una bambina di 11 anni.
Plutone è anche un esempio di oggetto transnettuniano ed esso si avvicina al Sole più di Nettuno, è stato nominato come elemento di riferimento della classe dei pianeti nani transnettuniani.

Plutone è formato da roccia, ghiaccio, acqua, metano ed altri elementi.
Al suo interno c’è un nucleo di roccia rivestito da uno strato di ghiaccio, quest’ ultimo riuscirebbe a contenere un oceano liquido.
Il 98% della superficie di Plutone è composto da ghiaccio d’ azoto, con tracce di metano e monossido di carbonio.
Si trovano delle macchie chiare, probabilmente composte d’ azoto e metano solido, e altre scure, composte da antiche pianure laviche.

Quando Plutone si allontana dal Sole, la sua atmosfera si congela e scende di superficie;invece quando si avvicina al perielio , la temperatura aumenta e i ghiacci espandono del gas. Questo provoca un effetto serra al contrario.
Il metano costituisce un potente gas serra nell’ atmosfera e porta ad un’ inversione termica.
Uno studio rivela che potrebbe verificarsi, per la prima volta, una sfuriata di vento nella sua atmosfera.

Plutone ha cinque satelliti naturali: Caronte, Notte, Idra, Cerbero e Stige.
Esso, dunque, non è considerato un pianeta, perché per esserlo bisogna avere tre caratteristiche: deve essere in orbita attorno al Sole; deve avere una massa sufficiente in modo che possa vincere le forze di corpo rigido, assumendo una forma di equilibrio idrostatico (quasi come una sfera) e deve avere ripulito le vicinanze intorno alle sue orbite.
E’ stato comunque difficile e lento nominarlo pianeta nano, per via di qualche esitazione.

Fonte testo: wikipedia

Fonte immagine: google

Emma Vireca, Irene Pallavicini 3D

UN INCONTRO INATTESO NEL RISPETTO DELLO SPIRITO OLIMPICO

Durante la sfilata delle nazioni, all’inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Seul 2018, le due Coree si sono presentate insieme. È la prima volta che accade dagli anni Cinquanta.

La sorella del dittatore della Corea del Nord Kim Jong Un, presente alla cerimonia e guida della delegazione nordcoreana, è divenuta il simbolo della tregua olimpica tra le due Coree. Non si era mai verificato che un esponente politico di primo piano del “nemico” venisse accolto con tutti gli onori in Corea del Sud. Continua a leggere